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La crisi del capitalismo “spiegata” da Karl Marx

In Senza categoria on agosto 26, 2011 at 7:39 am

La crisi economica scoppiata nel 2007 e tuttora in corso sta iniziando a cambiare il panorama intellettuale, cestinando la pretesa del capitalismo contemporaneo di ergersi a “fine della storia” e inducendo anche gli osservatori più insospettabili a leggere Marx per trovarvi le risposte che gli odierni economisti ortodossi appaiono incapaci di offrire.

Così, in un’intervista del 12 agosto al Wall Street Journal, Nouriel Roubini, dopo aver individuato nel sempre maggiore squilibrio nella ripartizione del reddito prodotto tra capitale e lavoro il motivo fondamentale della mancata ripresa americana, ha affermato testualmente: «Karl Marx aveva ragione. A un certo punto il capitalismo può autodistruggersi». Appena quattro giorni dopo George Magnus, capo economista della banca svizzera Ubs, iniziava un suo report ponendo in rilievo l’attualità di un celebre passo marxiano della prefazione del 1859 al Per la critica dell’economia politica: «A un certo livello di sviluppo, le forze produttive materiali della società entrano in contraddizione con i rapporti di produzione esistenti, cioè con i rapporti di proprietà». Roubini e Magnus sono i due analisti finanziari che quattro anni fa avevano previsto l’ampliarsi del crack dei mutui subprime a crisi sistemica. Oggi entrambi fanno ricorso a Marx per spiegare la persistenza di questa crisi.

Ha ragione lo storico britannico Eric Hobsbawm: «I liberalismi politico ed economico, da soli o in combinazione, non possono fornire la soluzione ai problemi del XXI secolo. È ora di prendere di nuovo Marx sul serio». Queste parole, con cui si chiude l’ultimo suo libro, Come cambiare il mondo. Perché riscoprire l’eredità del marxismo (tr. it. Milano, Rizzoli, 2011, pp. 476, euro 22), sono probabilmente anche la chiave di lettura del suo successo, con l’edizione originale finita subito in testa alle classifiche inglesi.

Chi però pensasse di trovare nel testo di Hobsbawm delle “ricette per l’osteria dell’avvenire” rimarrebbe deluso. Quello di Hobsbawm, pur sostenuto da una visibile e robusta passione politica, è un ponderoso saggio di storiografia, che raccoglie contributi scritti dall’autore in più di 50 anni, ma che riesce nondimeno ad essere un’opera organica. Il testo è suddiviso in due parti: la prima sul pensiero di Marx e (in minore misura) di Engels, la seconda sul marxismo, le sue metamorfosi e la sua influenza sulla storia dal tardo Ottocento ai giorni nostri.

In questa parte, ricchissima di informazioni, si trovano anche due importanti capitoli su Gramsci, che Hobsbawm considera il pensatore marxista più originale del Novecento in Occidente e «il pioniere di una teoria politica marxista». Hobsbawm ricorda qui con ragione l’importanza del concetto di “egemonia”, per cui lo Stato non è solo coercizione, e il fatto che il movimento operaio, se vuole prendere e mantenere il potere, deve diventare classe dirigente. Hobsbawm ci ricorda anche l’importanza assunta dal pensiero di Gramsci in tutto il mondo: soltanto dalle nostre parti, salvo poche e lodevoli eccezioni, Gramsci sembra dimenticato o, peggio, trasformato in un santino laico – una sorta di Piero Gobetti un po’ estremista.

A nessun altro marxista novecentesco Hobsbawm dedica altrettanto spazio: né a Lenin, né a Mao. Questa scelta è coerente con uno degli assunti di fondo del libro, secondo cui «la fine del marxismo ufficiale dell’Urss» avrebbe «liberato Marx dalla pubblica identificazione con il leninismo nella teoria e con i regimi leninisti nella pratica». Questo è senz’altro vero, e Hobsbawm fa bene a prendersi gioco di coloro che deducono i gulag dal Manifesto del partito comunista: «Da un punto di vista intellettuale, ciò è giustificabile quanto la tesi secondo cui tutta la cristianità deve logicamente e necessariamente sempre portare all’assolutismo papale, o tutto il darwinismo alla glorificazione della libera concorrenza capitalistica».

Ma bisogna anche evitare di cadere nell’errore opposto: quello di separare in modo assoluto il pensiero di Marx dalla storia del marxismo (o, come Hobsbawm preferisce dire, dei marxismi), presupponendo che la storia del marxismo e del movimento operaio novecentesco sia una sequela di fallimenti e di false piste. Quando ad esempio si afferma, come fa Hobsbawm, che «non possiamo prevedere le soluzioni ai problemi che il mondo deve affrontare nel XXI secolo, ma se si vuole avere una chance di successo bisogna porre le stesse domande che si pose Marx, rifiutando al contempo le risposte dei suoi vari discepoli», non soltanto si fa un’affermazione che è già dubbia nella sua categoricità (tutte le domande di Marx sono giuste? Tutte le risposte dei suoi discepoli sbagliate? E giuste e sbagliate rispetto a cosa, a quale situazione storica o a quale Paese e in quale fase del suo sviluppo?), ma si taglia il filo di una tradizione dotata di una sua reale continuità e – soprattutto – ci si priva della possibilità di apprendere dal proprio passato (dalle sue vittorie come dai suoi errori e sconfitte).

Questo modo di procedere ha avuto notevole fortuna nella sinistra italiana, con risultati non entusiasmanti. Chi oggi voglia davvero cambiare il mondo non può più permetterselo.

Vladimiro Giacché

25/08/2011

www.liberazione.it

LAVORO E SALUTE NEWS – SOMMARIO AGOSTO 2011

In Senza categoria on agosto 9, 2011 at 9:16 am

31- Salute, ambiente di vita e di lavoro. Giornata in memoria di Lorenzo Tomatis. Arezzo 23 Settembre 2011

31- Comunione e Liberazione: incenso e affari. E’ l’anima spirituale della confindustria cattolica: 41 sedi in Italia, 34 mila imprese associate.

31- Manovra economica anche contro la memoria. I liberisti ci vogliono senza passato sociale e non avere altro ideale e identità che la religione del danaro

31- La Morale della casta. La black list dei parlamentari italiani inquisiti, indagati, imputati, condannati, arrestati, patteggiati, indultati, prescritti

30- Che pena il PD. Penati, deputati contro lo sciopero generale, la favola dell’utilità della TAV, e tanto altro ancora

31- Giornata in memoria di Lorenzo Tomatis. Il convegno ha rilevanza nazionale e vuole qualificare la figura di Lorenzo Tomatis. Arezzo 23 Settembre 2011

31- Comunione e Liberazione: incenso e affari. E’ l’anima spirituale della confindustria cattolica: 41 sedi in Italia, 34 mila imprese associate.

31- Manovra economica anche contro la memoria. I liberisti vogliono il suo passato sociale e non avere altro ideale e identità che la religione del danaro

31- La Morale della casta. La black list dei parlamentari italiani inquisiti, indagati, imputati, condannati, arrestati, patteggiati, indultati, prescritti

30- Che pena il PD. Penati, deputati contro lo sciopero generale, la favola dell’utilità della TAV, e tanto altro ancora

30- Ammalata di cancro dopo aver prestato servizio nella base di Quirra. La lettera-denuncia di una soldatessa di 28 anni

30- Uno stress attivo oggi è sempre più indispensabile non morire di incapacità decisionali. Un’analisi ai margini della realtà?

30- Che tipo di società sarà? I figli non potranno contare come quella attuale, sui genitori come ammortizzatori sociali

29- L’appello di Emergency per la liberazione di Francesco

29- Manovra econonica. Appello di Alex Zanotelli per protestare contro il “rafforzamento” dell’apparato militare.

29- Mostra del cinema a venezia. Migrazioni Il tema al centro di molti titoli nostrani. Tra ironia e documentarismo

29- Viaggio nell’Amministrazione del patrimonio del clero. Un patrimonio che ogni anno frutta 4,5 miliardi.

29- La democrazia porta agli affari o gli affari portano alla democrazia? Sempre d’invasione d una nazione di tratta!

28- In Italia un movimento di ribellione tarda a svegliarsi, mentre in Cile, in Spagna e altrove i giovani cogitano e lottano

28- La favola della TAV e i suoi cantori. Non si sa se ridere o piangere di fronte all’interpretazione grottesca della questione viene offerta dal Wall Street Journal

28- Un treno delle donne per salvare la Costituzione. Il 24 settembre manifestazione a Roma per circondare il Parlamento

28- Pubblicità e sfruttamento delle bambine. Mettiamo in atto tutte le iniziative per opporci a questo scempio

27- Questo strano popolo di Dio, con tanti giovani e giovanissimi ispirati da politici navigati e industriali furbacchioni

27- Calcio: il dibattito si trascina sempre più grottesco, e umiliante per i veri lavoratori, i pensionati e i precari

27- Disabili: assistenza e indennità di accompagnamento non sono un privilegio, sono un dovere dello Stato

27- Nel 2015 ci sarà il picco di decessi causati dalla fibra killer: ogni anno sono circa 4mila i morti.

26- Qualcuno dscrisse per filo e per segno le miserie e i crimini del capitalismo. Come reagirebbe oggi?

26-  Come l’Hiv infetta le altre cellule. L’importante scoperta, segna una svolta nel campo della ricerca di nuove possibili terapie anti-Aids

26- Alex Zanotelli: Non posso tacere. Come missionario mi sento di bollare tutta questa politica come “razzismo di stato”

26- La chiesa non paga l’Ici? Quelli che……L’Avvenire: malignità, malafede e disinformazione. Oh, yes…

26- I veri evasori per la lega: “Chi non ha mai lavorato”. Domanda: allora perchè diamo ai leghisti stipendi e pensioni?

25- affari governativi, ovvero i crimini dell’occidente

25- Bisogna fermare il Paese per fermare la manovra. Per dire definitivamente basta con le politiche di concertazione

25- “Dico alla donna Marcegaglia e ancora di più alla donna Camusso”. Lettera a Liberazione da una lavoratrice di Senigallia

25- Crimini contro l’umanità. Mahmoud aveva tredici anni. La sua colpa? Quella di essere nato e cresciuto a Gaza

25- La denuncia Greenpeace: Nike e Adidas usano sostanze tossiche per gli abiti sportivi. dell’ultimo rapporto della campagna Detox.

24- Dalla Spagna. Se qualcosa si impara è che bisogna passare da chiedere a prendersi ciò che si è chiesto

24- Il declino della scienza italiana, Mai così male negli ultimi trent’anni. In un anno perse dodicimila pubblicazioni.

24- Dossier Save the children. Sfruttamento sessuale dei minori, si tratta di maschi e femmine per lo più stranieri da Romania, Nigeria, Albania, Egitto

24- Abolizione delle Province. Intervista a Stelio Mangiameli direttore dell’Istituto di studi sui Sistemi Regionali e sulle Autonomie del Cnr.

23- Quel liquido torbido chiamato “populismo” Proponiamo l”editoriale dell’ultimo numero della rivista pubblicata dalle Edizioni Alegre

23- Ave Mary. Michela Murgia ha scritto un libro per le donne ma che dovrebbero leggere soprattutto gli uomini

23- Un viaggio a basso impatto ambientale alla scoperta del Cilento. Il mare come una discarica e nessuno controlla

22- Expo: a Milano è tutto uno “schierarsi” su un evento inutile per i cittadini ma troppo utile per gli affari

22- Le cifre vere dell’Italia. Via altri 88mila posti. In 15 anni imposte locali cresciute del 138%

22- Vaticano SpA, Un potere con mezzi economici e propagandistici imponenti, con radio, TV, case editrici, determinante per far vincere le destre

21- Supercookies. Quando i signori della Rete sanno chi sei, che fai, che vuoi meglio di te. Le insidie della comunicazione globale

21- La casta dell’acqua minerale. Ottengono concessioni pubbliche da pochi euro e guadagnano milioni. Mentre i cittadini “pagano” la crisi.

21- Storia di Alessandro. Conflitto sociale, l’ordine pubblico “dipende” dalle ossa rotte. Storia di ordinaria violenza del potere, in Val di Susa.

20- La vera storia da raccontare è il fallimento del capitalismo, anche nella sua versione riformista. Socialismo o barbarie

20- L’inchiesta del settimanale ” il salvagente” in edicola. 4 università svelano le bottiglie di minerali con contenuti “critici”

20- Chiesa ingorda. Lo Stato regala 3 miliardi all’anno al Vaticano che gode anche dei profitti di un immenso patrimonio immobiliare e di attività commerciali come il turismo religioso

19- Distrofia muscolare. Trovato il metodo per sostituire il gene malato utilizzando cellule del sangue. Successo del primo test di sperimentazione

19- Marta, un manicomio e uno psichiatra illuminato: la felicità può arrivare quando non l’aspetti più, Un libro

19- Repressione dei migranti in Italia: All’attenzione del Parlamento europeo, della Commissione europea e del Consiglio del’Ue

18- L’odio di classe in tutta la manovra economica ma anche la cancellazione dell’art.18, del contratto nazionale e delle festività

18- Migranti a Mineo in Sicilia. Scappano a bombardamenti e polizie feroci. Sembra un campo vacanze per privilegiati, ma la realtà è diversa…

18- Napoli libera dai rifiuti. Il frutto del lavoro, della buona gestione, dell’onestà e della competenza di De Magistris e del vice-sindaco Sodano

18- I giornali e i telegiornali parlano di crisi finanziaria, di spread, di Bot e Cct, di Nasdaq, ma non spiegano niente

17- Sono disponibili i moduli per la campagna del PRC a favore dell’introduzione di una tassa contro i grandi patrimoni.

17- Un blogger italiano sbugiarda la Boiron. Il giorno stesso negli Usa una class-action di cittadini ha citato a giudizio proprio la Boiron per pubblicità ingannevole

17- Quanto sta succedendo è di una gravità politica giuridica e costituzionale inaudita. A soli due mesi da un voto popolare

16- Cominciata la raccolta firme per una manovra alternativa

16- La Rifiutopoli calabrese: smantellata un’organizzazione criminale dedita al trasporto e all’illecito smaltimento di rifiuti tra Calabria, Puglia e Sicilia

16- Reportage dalla Goletta Verde: dalle Marche al golfo di Venezia, tra scempi paesaggistici, idee folli e inquinamento

15- Il sogno: liberare il libro dalla maledizione del Copyright e riconsegnare al popolo il cibo per la mente

15- Il governo fa un regaloi alle ecomafie: niente fondi al Sistema di tracciabilità dei rifiuti prodotti dalle imprese. L’allarme di Pietro Grasso.

15- Un inchiesta de L’Espresso: spunta l’ombra della camorra sugli appalti al San Raffaele di Don Verzè

14- Salute mentale: un recente studio ha analizzato le risposte dei pazienti credenti. Ha rilevanza scientifica?

14- Sciacalli. Una finanziaria che è un disastro assoluto, un salasso vergognoso per quel che resta delle protezioni sociali

14- Morto nel 2004 dopo una lunga malattia che lo aveva colpito al rientro da una missione in Kosovo. Lo Stato dovrà risarcire la famiglia

13- Mentre i Sette Grandi del Pianeta si videoconferenziano non si vede più alcuna considerazione per il cittadino comune

13- Lavorare per la cacciata di questo governo di malfattori e servi delle banche, senza compromessi con loro simili

13- Lo scorso luglio l’audizione del direttore dell’Aisi. Poche le risposte convincenti. Ma dalle carte emergono nuove verità

12- Storia di un maestro “matto” Francesco Mastrogiovanni, sedato e legato a un letto di contenzione, medici e infermieri “lo dimenticano” per 18 ore

12- Chi rappresenta i disabili, le loro famiglie, i diritti negati, i loro bisogni? Lettera di tre associazioni a Liberazione

12- La situazione delle campagne di Nardò, che è la stessa di quelle di Foggia e di altre città della Puglia

12- Con Le White Simona Risi racconta la lotta di un gruppo di cittadini contro l’amianto nelle abitazioni alla periferia di Milano

11- Etiopia: C come cibo. Nei campi profughi dove stanno arrivando 700 mila bambini moribondi per malnutrizione

11- San Raffaele a Taranto? Chiediamo alla giunta regionale di fare un passo indietro, utilizzare quei soldi per non chiudere ospedali pubblici

11- Expo Milano. veleni sottoterra e ai confini dell’area, ma nessuno spiega quali. Un affare nell’affare

11- Muos di Niscemi, uno scempio. Tocca i territori del calatino, del catanese, del siracusano, del ragusano e la Valle dei Templi di Agrigento

10- I fili che legano la carestia nel Corno d’Africa, la crisi dei debiti sovrani e la crescita esorbitante delle spese militari

10- Proposte non rivoluzionarie ma di buon senso contro il massacro sociale di questa economia drogata

10- Tumulti di Londra. Come comprendere il fenomeno, a coglierne le potenzialità, le possibile derive problematiche, gli spazi dell’azione politica?

9- Alla casta accalcata in Parlamento la piazza fa paura. Ma mica per rischi attentati. A preoccuparli sono i fischi

9- Prosegue il calo delle interruzioni volontarie di gravidanza, 7 su 10 i medici obiettori

9- Affari tossici a Vicenza. In parallelo alla «verità» giudiziaria si apre uno scenario ancora più inquietante. È una bomba, non solo mediatica

8- Cota ha stabilito il costo della salute dei piemontesi. L’aumento del ticket scoraggerà il ricorso alle prestazioni per i soggetti meno abbienti

8- San Raffaele. Ora Pro Nobis L’arcangelo Raffaele, il dolce accompagnatore di Tobia e guaritore della sua cecità, si sentirà invocato in questi giorni

8- Strage migranti in mare. Come da copione, nomi e responsabili scompaiono ed appare un soggetto che con il suo acronimo NATO…..

8- No Tav, Politici di rango nobile vivono un mondo diverso dal nostro? Magari preferiscono sognare (facci sognare! Vi ricordate?)

7- Glossario economico, Le parole chiavi per capire i fondamentali dei macellai del capitalismo e dei loro pennivendoli

7- Rifiuti a Napoli. Una vittoria è già stata ottenuta: la forza di voltare le spalle a classi dirigenti vecchie e in odor di malaffare

7- Non solo CO2 Dimenticato per anni il ruolo del metano, dell’ossido di azoto e di tante altre sostanze pericolose

7- Il feticcio della crescita. E’ giunto il momento di mettere in discussione l’imperativo della crescita a prescindire dai danni che crea

6- Ecco cosa è necessario ricordare per lasciarsi il lavoro alle spalle e godersi in pace le vacanze

6- Non sarà l’alleanza tra opposizioni e speculazione finanziaria che manderà via questo governo e i suoi disastri

6- Con il voto bipartisan, i diritti esigibili, che la nostra carta afferma saranno sottomessi alla logica dell’austerity

5- Burqua e i medici stranieri in Italia. Il commento di Foad Aodi, presidente dell’Amsi “Io come medico non ne ho mai viste in Italia”

5- La mala depurazione inquina la Calabria, nonostante le (grottesche) rassicurazioni, restano le macchie in mare e le proteste dei turisti

5- Gli effetti della nicotina sul sistema nervoso centrale sono duraturi e si auto-alimentano attraverso l’inalazione

5- Lazio: arsenico nelle acque. Le imprese che producono generi alimentari nel Lazio nell’occhio del ciclone. Allarmi inascoltati dalle istituzioni

4- L’industria crolla a picco sotto i colpi della crisi. Eppure il settore bellico scoppia di salute. Un dossier di Mosaico di Pace

4- E nessuno è in grado di dire quanti siano i naufragi fantasma di cui non si è saputo niente

4- La lotta agli infortuni Dalla Thyssen alla Eternit. Intervista a Raffaele Guariniello

4- Nardò (Lecce). Oggi con un solo contratto, confezionato su misura dai caporali, lavorano anche diverse persone

4- Dall’insicurezza sul lavoro all’insicurezza sociale, la Penisola del lavoro, una lunga scia di sangue e indifferenza

3- Suicidi di operai. La Fiat chiude e delocalizza la produzione per fare profitti sulla pelle dei lavoratori. Ieri un altro tentato suicidio

3- Verso lo sciopero precario. Ci ribelliamo a chi vuole farci piegare la testa ma anche a chi ci prospetta soluzioni populiste e irrealizzabili 

3- Prossima legge, la prescrizione breve. Dieci domande e dieci risposte per capire che cosa c’è in gioco

2- Dalla strage del 2 agosto alla strage di oslo. Il governo italiano diserta, per il secondo anno consecutivo, la commemorazione della alla stazione di Bologna

2- Ma non basta già il San Raffaele del nord con tutte le inchieste giudiziarie in corso? Ieri confermato il progetto, è sacro!!!

2- Inchiesta “dai cinesi”. Il razzismo, i prezzi bassi e i bassi guadagni, le aspirazioni e la rabbia di una classe sociale

2- Venticinque morti a causa di un’asfissia dovuta all’elevato numero di persone a bordo del barcone. Altra strage della Bossi-Fini

1- Appello. 5 proposte per un fronte comune contro il governo unico delle banche. Ci incontriamo il 1° ottobre a Roma

1- A Nardò, in Puglia, sciopero dei migranti. In estate arrivano ogni anno centinaia di africani e maghrebini per raccogliere le angurie

1- Un volume scritto da sei autori sulle condizioni di indigenza e drammatica precarietà dei migranti

1- Teatro e società. Molto attuale l’attacco di Brecht al mondo immorale di banchieri e finanzieri

SOMMARIO SETTIMANALE 25/31 LUGLIO

Un interessante articolo sulla moderna medicina genetica e il ritorno del razzismo.

In Senza categoria on agosto 9, 2011 at 9:13 am

L’assurda storia del BiDil spacciato come medicinale solo per Afro-Americani.

Gli studi di antropologia molecolare hanno da tempo posto fine al dibattito sulle razze. Le indagini sulle caratteristiche genetiche tra gli uomini che vivono sulla Terra e quelli che ci hanno vissuto nei millenni passati hanno concluso che la specie umana è una soltanto.

Un articolo sul Corriere della Sera del 10 luglio 2011 (pag. 55) ripropone due temi che potevano sembrare ormai superati: ossia che dai nostri geni (e dalla mappatura del genoma umano in genere) dipenda in gran parte la scoperta di nuove terapie e di salute per tutti – come se la salvaguardia dell’ambiente, le condizioni socio-economiche, e quindi l’accesso ai farmaci, non avessero un ruolo – e, soprattutto, che ci possano essere farmaci efficaci perchè tengono conto della “razza”. Il termine viene usato, credo, in senso positivo, ma ha vistosi limiti ed è stato sconsacrato da decenni. La medicina del futuro, si sostiene, dovrà tenere in debita considerazione la differente efficacia dei farmaci a seconda dell’etnia. E si ripropone il flop, dovuto a “troppe polemiche”, di un farmaco solo per Afro-Americani che curava lo scompenso cardiaco, il BiDil: anticipatore non di “cure razziste” ma di quelle cure “personalizzate” in cui la genetica conta, e rappresenta una cifra in più.

Il concetto è che l’efficacia di un farmaco e anche i suoi effetti collaterali si possano determinare in base al profilo genetico di una persona. (Ma i geni individuati e collegati per certo a malattie di tipo ereditario riguardano una minoranza di individui). Una ricaduta positiva in questo senso ci si aspetta, scrive il Corriere, anche dal Progetto Genoma Africano per “ottimizzare l’uso delle medicine nella popolazione africana, a partire dagli antivirali per l’Aids [….] Garantire a un paese una buona assistenza sanitaria significa favorirne anche la crescita economica”. Sacrosanto. Ma qui il principio di equità partirebbe dai geni, quindi, più che dalle condizioni socio-economiche, dalle strutture sanitarie e dalla possibilità di accedere ai farmaci. Proprio in Africa, e nei paesi più poveri del mondo, la vicenda dell’Aids ha messo in evidenza in maniera drammatica la difficoltà di poter disporre di antivirali per arginare l’ecatombe causata dall’Hiv. E ci sono voluti anni e anni di battaglie legali perché principi fondamentali, come il parallel marketing e il compulsory patenting, fossero consentiti, a fronte dell’emergenza sanitaria.

Ora la storia del BiDil, così come la racconta Jonathan Kahn, docente di biodiritto negli Usa, su GeneWatch, newsletter del Council for Responsible Genetics, va analizzata nei suoi dettagli per capire. E, soprattutto, per delineare il significato “dell’uso strategico di razza come categoria genetica per ottenere un brevetto”. Nel 2005la Fda, l’ente americano che autorizza i farmaci, approvò questo medicinale “su basi razziali”. Non era una nuova molecola, ma semplicemente la combinazione in un’unica pillola di due farmaci generici già esistenti da una decina di anni (isosorbide dinitrato e idralazina), usati per trattare l’insufficienza cardiaca, indifferentemente dalla razza.La NitroMed, una piccola biotech del Massachusetts che non aveva nessun altro prodotto sul mercato, chiese l’approvazione di BiDil solo per i “neri”, sulla base di un trial che aveva coinvolto dal 2001 oltre un migliaio di Afro-Americani. “L’Fda accettò le argomentazioni della NitroMed e in qualche modo l’idea che la razza fosse una variabile significativa per l’efficacia e la sicurezza del BiDil” scrive Kahn. “E così facendo diede via libera all’utilizzo della razza quale categoria genetica o biologica. Senza tener conto delle implicazioni che questo avrebbe potuto avere”.

Alcune annotazioni a margine.

Primo: la maggior parte dei farmaci sul mercato sono testati quasi esclusivamente su maschi bianchi. Eppure non si dice che siano specifici per “bianchi”. Si presume siano medicinali non per la categoria razziale dei bianchi, ma per gli esseri umani in genere. Quindi per tutti.

Secondo: l’unica ragione plausibile per dimostrare che BiDil fosse efficace solo in una categoria specifica di persone legata alla razza significava coprire con brevetto un farmaco non nuovo nella composizione e averne i diritti fino al 2020.

Terzo: chi si doveva includere negli Afro-Americani? E quanto Afro-Americani bisognava essere per essere considerati candidati al BiDil, per un terzo o per un quarto o un ottavo? Si dovevano considerare comprese anche la persone con la pelle scura sud-asiatiche o gli aborigeni australiani? La sperimentazione, e l’etichetta sulla confezione “Black”, si basavano su un’auto-identificazione con la categoria dei neri. Che a sua volta si basava su una valutazione sociale di tipo soggettivo. Nulla a che vedere con i fenomeni biologici del metabolismo e della risposta al farmaco.

Infine, approvando BiDil come medicinale solo per Afro-Americani, l’Fda introduceva la razza come categoria genetica e questo quando gli stessi ricercatori del BiDil non avessero accettato la definizione biologica di razza.

Certo il farmaco “mediamente” funzionava, ma erano i presupposti su cui si basava che lasciava perplessi. “Ci sono situazioni in cui i medici non devono ignorare la razza. Ma non per stigmatizzare in termini genetici. Si deve tener conto in senso ampio anche dei fattori sociali e ambientali che possono influire sulle disparità di salute” scrive Khan. Se in Africa il tumore alla mammella è meno diffuso che in Occidente, ma la mortalità per questo tipo di cancro è maggiore, le ragioni non sono da ricercare nei geni ma nel fatto che la possibilità di una diagnosi precoce è molto minore. Non sono le caratteristiche genetiche che fanno aumentare l’incidenza del tumore al collo dell’utero nei paesi del Sud del mondo: mancano le strutture sanitarie per lo screening con il Pap-test. E il vaccino, oggi disponibile e propagandato per prevenire l’infezione dal Papilloma virus che favorisce lo sviluppo di questo cancro, è troppo dispendioso (le tre dosi costavano oltre 300 euro, ma i prezzi variano a seconda degli accordi con i governi e a volte l’industria accetta prezzi più bassi pur di vendere, un po’ come il meccanismo dei saldi) e richiede strutture sanitarie funzionanti.

Quanto alla medicina “personalizzata” in base alle caratteristiche genetiche, va precisato che le malattie che fanno maggior numero di vittime nei paesi poveri sono la malaria, la tbc, la diarrea, patologie legate a fattori socio-economici, all’accesso ai farmaci e non a fattori di tipo genetico. E tanto meno alla razza. “È vero che la sensibilità ai farmaci varia da individuo a individuo anche perchè gli alleli dei recettori del farmaco stesso possono essere diversi ma è semmai un fatto individuale e non razziale” spiega Marcello Buiatti, biologo dello sviluppo all’Università di Firenze. “Un esempio. Ci sono alcune malattie genetiche, anche se poche, più frequenti negli ebrei che nei non ebrei, come la sindrome di Lesch-Nyhan, legata al cromosoma X recessiva ed ereditaria ma é una questione di probabilità e le probabilità sono comunque molto basse. Come ci sono più ebrei con il gruppo B del sangue. Ci sono casi specifici in cui i farmaci possono essere personalizzati (come nel cancro alla mammella di tipo ereditario con marcatori specifici) ma non ‘razzializzati’. Una gran brutta parola, peraltro. I farmaci per gli africani? Ma quali poi? Ci si dimentica che tutti noi siamo discendenti dagli africani e abbiamo più o meno le stesse frequenze alleliche se si escludono i geni per i pigmenti”.

Il Progetto Genoma Africano sarà importante per la ricerca, ma forse non darà risultati clamorosi. “Gli Africani sono eterogenei quanto gli europei, in Africa ci sono moltissimi cinesi, indiani, e bianchi. Come si fa il genoma solo di quelli neri? E quanto neri poi devono essere per fungere da ipotetico campione, in base a quale criterio si scelgono?” si chiede Buiatti. “ Il color nero della pelle dipende dalla latitudine e ci sono indiani che sono nettamente più neri degli africani. Ricordo negli anni Sessanta, il genetista Luigi Gedda suggerì l’uso di un colorimetro della pellle per dare il grado di africanità nella ricerca di farmacogenetica (si chiama così per chi non lo sapesse). La si faceva solo su quelli che superavano il test. Era estate, si era abbronzati e lo superammo anche noi”.

Gli studi di antropologia molecolare hanno da tempo posto fine al dibattito sulle razze. Le indagini sulle caratteristiche genetiche tra gli uomini che vivono sulla Terra e quelli che ci hanno vissuto nei millenni passati hanno concluso che la specie umana è una soltanto. Ha avuto la sua culla in Africa, circa 150.000 anni fa, e al suo interno non ci sono profili genetici catalogabili in modo definito. Fondamentali per dedurre che la razza spiega statisticamente solo una piccola porzione delle variazioni genetiche sono stati negli anni Settanta gli studi del biologo Richard Lewontin, dell’Università di Harvard. Come ha concluso un editoriale nel 2001 su Nature Genetics:” gli scienziati da tempo dicono che ci sono più variazioni genetiche fra due individui della stessa popolazione che tra popolazioni e che non esistono basi biologiche per la razza”. E pochi anni dopo un altro editoriale su Nature Biotechnology asseriva che:”Alla razza si affidano in prestito semplicemente le cause ambientali e genetiche di malattie o la risposta ai farmaci [……] Raggruppare nella razza gli individui equivarrebbe a mettere assieme procioni, tigri, e okapi solo perché hanno tutti delle strisce sul loro mantello”.

Le razze umane, come afferma Guido Barbujani, del Dipartimento di biologia ed evoluzione all’Università di Ferrara, sono un pretesto arbitrario, tanto siamo diversi l’uno dall’altro. “Se le razze esistono sono solo nella nostra testa, nel modo in cui guardiamo e classifichiamo il nostro prossimo” ha detto Barbujani, autore del saggio L’invenzione delle razze (Bompiani). “Ci sono solo alcune aree della scienza dove queste categorie persistono. Negli Stati Uni si parla di medicina razziale, indicando la tendenza di certi medici a tener conto della razza del paziente nel fare la diagnosi e nel prescrivere le terapie. Ma questa ‘razza del paziente’ è una convenzione, nella quale convergono considerazioni biologiche e sociali. Pensiamo a Barak Obama: tutti lo considerano il primo presidente nero nella storia degli Usa, ma sua madre è bianca, del Kansas. In che modo un medico possa tener conto del complesso cocktail di fattori ereditari che i nostri antenati ci hanno trasmesso è un mistero”.

Tra gli esseri umani prevale ciò che ci unisce più che ciò che ci differenzia. Oltre il 98 per cento del Dna dell’uomo è identico a quello dei grandi primati, come gli scimpanzè, e quindi la differenza tra noi esseri umani sta in una parte (circa la metà), afferma Barbujani, di quel 2 per cento che resta. “Noi umani siamo molto simili fra noi, circa tre volte di più di quanto non lo siano tra loro gli scimpanzè. E le nostre differenze stanno soprattutto all’interno delle popolazioni”. Per esempio, la variabilità genetica tra gli europei o gli italiani è altissima. Mentre le differenze genetiche tra i tipi mediani di popolazioni come italiani ed etiopi sono modeste e quasi irrilevanti rispetto alla variabilità interna di singole popolazioni. Le differenze tra le diverse popolazioni del nostro pianeta vengono di continuo annullate dalle migrazioni e dalla fusione tra individui che abitano nelle stesse aree geografiche. Le differenze visibili a occhio nudo tra le varie popolazioni, come il colore della pelle, sono marginali. E sono il risultato di un lungo adattamento al clima e, forse, anche della selezione sessuale. Un bianco non è geneticamente diverso da un nero. Anzi, la massima diversità tra i bianchi e la massima diversità fra i neri è di molto maggiore di quella media tra un bianco e un nero.

Gli studi già citati di Richard Lewontin negli anni Settanta avevano preso in esame la variabilità di 17 geni in sette “razze” : caucasici, africani, sub-sahariani, mongoli, aborigeni del Sud-est dell’Asia, amerindi, oceanici, australiani. Cosa aveva concluso? Che l’85 per cento della variabilità genetica umana è presente all’interno delle singole popolazioni. E oltre tre decenni dopo, su un numero di geni sempre maggiore e usando tecniche sofisticate la variabilità genetica tra 16 diverse popolazioni di cinque continenti non ha dato risultati molto diversi: l’85 per cento è già presente nelle singole popolazioni, il 5 per cento tra popolazioni dello stesso continente e il 10 per cento tra popolazioni di continenti differenti.

Secondo Barbujani non c’è dubbio: “Più si studiano nuovi geni, più si fa esile la speranza di trovare chiari confini fra gruppi umani a cui possiamo dare il nome di razze”.

Gianna Milano giornalista scientifico.

Su segnalazione di Antonio Muscolino

Medicina Democratica