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In Senza categoria on luglio 31, 2011 at 1:53 pm

IN DISTRIBUZIONE A MILANO E PROVINCIA

 http://www.lavoroesalute.org/images/pdf/lesquattro2011milano.pdf

 

SOMMARIO LAVOROESALUTENEWS LUGLIO 2011

In Senza categoria on luglio 17, 2011 at 8:01 pm

31- Il finanzcapitalismo alimentare pratica i prezzi che vuole e infligge alla civiltà-mondo parecchie deformazioni

31- La prescrizione che dilaga. In dieci anni un milione e settecentomila prescritti». Cioè l’amnistia solo per i potenti.

31- Nell’hinterland a nord di Napoli da anni continua la pratica criminale dell’incendiare i depositi abusivi di rifiuti tossici

30- Riceviamo e pubblichiamo, condividendola, questa denuncia dell’ Osservatorio sulle Foreste Primarie

30- Al sud disoccupati oltre il 70% dei giovani. Sono la riserva per nuove guerre. Ad esempio quella futura per le risorse idriche?

30- Dopo i morti e i malati della criminale guerra all’ex Jugoslavia, quando scopriremo le malattie dei soldati italiani?

30- Libera Università Popolare. Invito alla lettura. Iniziativa dell’associazione culturale PuntoRosso di Milano

29- Questione morale, un contributo su un tema che corrode politica e persone di potere negli ultimi 30 anni, senza soluzione di continuità

29- Germania, più giornali che internet. Eppure l’informazione online è presente fin dal 1995, è il più grosso bacino d’utenza in Europa, il sesto al mondo

29- Allarme della Ledha: “A rischio l’inclusione delle persone con disabilità”. La carità invece del dovere dello Stato

29- Il “Protocollo Letta” attacca la natura del Parco Nazionale del Gran Sasso e Parco Regionale Sirente Velino

28- Petrolchimico di Gela. Idrocarburi sversati in mare e finiti nell’impianto antincendio. Indagati i vertici della raffineria siciliana

28- Lasciatecientrare La denuncia della coordinatrice nazionale del Movimento Primo Marzo

28- A partire dal 20 luglio 2011 il libro “Genova, Nome per Nome” di Carlo Gubitosa, edito da Altreconomia

27- Stupri: a proposito di un’intervista a Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta, pubblicata su Repubblica

27- Mettere in luce il terreno estremamente franoso che circonda l’obiezione di coscienza e sottolineare la pericolosa miopia

27- L’HIV è la principale causa di malattia e morte tra le donne in età fertile in tutto il mondo

27- Alcune riflessioni che ci parlano di fratelli immigrati, dei rifugiati e della accoglienza vera, di quanto si sta facendo

27- La miriade di episodi che illustrano i disagi, le sofferenze, e persino le crudeltà cui sono sottoposti gli immigrati

26- Farmaci, affari e razzismo. Un interessante articolo sulla moderna medicina genetica e il ritorno del razzismo.

26- No Tav. Le proteste a Chiomonte continuano. Sono continuate per tutto lo scorso week end. La cieca repressione non si ferma

26- A Terzigno tumori come influenze. Parla Maria Rosaria Esposito, avvocato e coordinatrice del censimento sulle neoplasie nelle aree limitrofe alle discariche

26- Genova 2011 “Noi la speranza, Loro la crisi” – Assemblea internazionale 24 luglio. Verso il FSM nel Maghreb-Mashrek

26- L’Italia mantiene una peculiarità, rispetto ai telegiornali europei, di sotto-rappresentazione della dimensione economica

25- San Raffaele, squarci, se possibile, anche più preoccupanti di quanto si potesse immaginare sul giro di interessi e di intrecci perversi

25- Rivolte e proteste dei migranti nel CIE contro la detenzione fino a 18 mesi

25- Occupazione militare della Val susa. Notte di tensione nei pressi del cantiere-che-non-c’è

24- Oggi come dieci anni fa c’è la consapevolezza del movimento: noi la ragione, loro la violenza

24- Napoli: il sostegno della città ma anche il boicottaggio di quanti puntano al fallimento di questa innovativa esperienza

24- Capitalismo tossico. Un libro contro i luoghi comuni. Per combattere contro questa ennesima beffa è importante capirne i meccanismi di fondo

23- Poesia di un’adolescente e note finali spedite da Alessandro Cicognani, direttore del dipartimento di pediatria del Sant’ Orsola

23- La cronaca del don Verzé di questi giorni si accompagna al declino catastrofico del suo amico Berlusconi

23- A quando uno sciopero a sostegno della sicurezza e della salute dei lavoratori dell’Ilva di Taranto?

23- Conflitti operatori e utenti. Le cause? “Ippocrate” si è arreso al malcostume di apparati pubblici italiani inquinati da poteri, lobbies e cricche

22- La strage di lavoratori continua, eppure l’Inail afferma che sono in diminuzione. Non conteggia i tagli all’occupazione

22- Don Verzè, uomo di Dio e di denaro. Prete, manager, tycoon di Dio. Praticamente instancabile. Di già che c’è, perché fermarsi al solo settore sanità?

22- Attacco alla sanità pubblica. Si regala al privato la specialistica ambulatoriale, appetito dei produttori del settore e dei gestori di fondi integrativi

22- Tav: Violenza di Stato per dimostrare l’impossibile, e far credere alla UE che il cantiere per il TAV in valle di Susa è finalmente partito

22- Lavoro, ambiente, salute: Taranto vive in uno dei punti più alti della contraddizione specifica ambiente e lavoro

21- L’inchiesta del settimanale “il salvagente” in edicola. 4 università svelano le bottiglie con contenuti “critici”

21- Tumori a Taranto: i dati elaborati dalla Asl locale fino al 2006 evidenziano il triste primato del capoluogo ionico

21- Più tasse! La voce che inciderà di più sui bilanci già prosciugati della famiglie è l’aumento dell’imposta di bollo

21- Doppi e tripli stipendi, pensioni da favola, consulenze che nemmeno il papa,,,,,

21- Comune di Milano: lo sconcerto di tanti dipendenti che avevano sostenuto il sindaco credendo nello slogan “Il vento cambia davvero

20- Manovra: l’accanimento è sulla povertà che, come dicono gli studi, è donna. Una realtà ignorata dalle istituzioni

20- Il Tar che respinge il protocollo sull’introduzione dei movimenti pro vita nei consultori pubblci del Piemonte

20- le donne continuano a essere stuprate, maltrattate e uccise con un aumento sia dei femminicidi iche della violenza domestica

19- Processo contro Eternit. Nonostante il tentativo delle lobby per disinformare e nascondere la pericolosita’ dell’amianto

19- Uniti contro la crisi a Genova 2011. Dal 21 al 23 luglio a Genova, dieci anni dopo.Venerdì 22 Luglio ore 17.00 assemblea generale

19- Disabili: il rischio è che questa ampia parte della nostra società collassi, o si debba affidare alla beneficenza

19- Ci vuole una certa classe per tagliare le agevolazioni fiscali alle famiglie più povere in misura doppia che a quelle più ricche

19- Disabilità- I nostri figli non ce la faranno a sopravvivere a lungo in una società sempre più ostile

18- Un paese ancora più in mora che si accanisce sempre di più e solamente contro i deboli. Quanto manca all’ira dei poveri?

18- Lettera ai Piacentini: i migranti lottano come hanno lottato più di quarant’anni fa gli operai arrivati dal meridione al nord

18- Fallimento Santa Rita: gran parte dei costi della sanità sono attribuibili alle convenzioni con strutture private che gonfiano le spese e speculano

18- Tav: lo specchio di una crisi di legittimità. Un governo eletto con una legge porcata contro chi reclama autodeterminazione

17- Scene di macelleria sociale: è questo il quadro che disegna l’Istat nel suo rapporto annuale sullo stato della povertà

17- 10 anni dal G8/2001. Gomma, ferro, detersivo, industria, miseria, Africa, lavoro e sudore, spezie, pesce, piscio

17- Luglio che ci parla, tra le altre cose, di donne, potere e informazione,ci sono le tre madonne del gossip televisivo nostrano

17- Zone “franche” dove il diritto è morto. I Cie sono, per l’appunto, strutture tipiche di uno stato d’eccezione

16- Sul Titanic che affonda famiglie, anziani e giovani. Una manovra alla greca, di guerra bipartisan contro il paese reale

16- Una dittatura economica con danni non solo di ordine sociale alla convivenza civile, ma allo stesso tessuto democratico

16- Otto milioni di poveri. Sono considerate assolutamente povere le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore a quella minima necessaria

16- Da vegaengineering. Spett.le redazione Lavoro e Salute, bilancio nazionale morti bianche primi sei mesi 2011

16- A cosa saranno obbligati i medici che non vorranno violare la nuova brutale legge contro il testamento biologico?

15- Comunicato stampa dei movimenti per l’acqua: La tempesta finanziaria serve per rilanciare le privatizzazioni: non lo permetteremo

15- Criminale proposta dei consiglieri leghisti in Friuli Venezia Giulia: gli animali inselvatichiti sono cacciabili

14- L’opposizione in Parlamento e la Cgil si sono IRresponsabilmente dimessi, aderendo a questa “democratica” eversione

14- Il decreto legge sul “processo del lavoro” ha aspetti di incostituzionalità, ed è indispensabile attuare immediatamente una campagna di informazione

14- I grassi quotidiani perdono in diffusione e vendite, a causa dal loro servilismo verso il potere politico ed economico

14- No Tav: resistere, pensare e agire, contrariamente ai cervelli spenti nelle teste d’uovo dei cantori del capitalismo dal volto umano

14- CIE di Ponte Galeria: le persone qui vorrebbero parlare ma nessuno li capisce, non hanno lingua per parlare e nessuno li ascolta

13- Biotestamento: le volontà del paziente espresse nella Dichiarazioni anticipate di trattamento vengono derubricate a “orientamenti”

13- Movimento di indignadas in quanto donne. Non solo lavoratrici, disoccupate, licenziate, precarie, pensionate, intellettuali

13- Dal 1 Luglio non sarà più possibile abortire all’ospedale San Donato di Arezzo, ritenuto fiore all’occhiello della sanità Toscana

13- La vera lotta al terrorismo è contro il legame capitalismo finanziario globale/potere politico. Un terrorismo occidentale

12- Seveso. Autostrada nel Bosco delle Querce, sotto le sue terre nasconde due vasche piene dei veleni del passato.

12- Riceviamo e volentieri diffondiamo. Un progetto di rispetto della natura, che propone cibo a chilometri zero.

12- L’appello di “Progetto diritti”: attacco ai diritti dei lavoratori che oggi rischia di passare nel silenzio

12- Stanno raccontando un mucchio di frottole e il governo aiuta gli speculatori. L’Italia come la Grecia e il Portogallo?

11- Basta veleni. La perdita delle api non colpisce solo gli apicoltori, ma sono il segnale di allarme per un danno ambientale

11- Lavoro, due cassi difficili. Nella crisi dell’occupazione è importante saper riconoscere situazioni con problemi particolarmente complicati

11- La depressione colpisce 6 italiani su 100 in maggioranza donne e disoccupati.

11- “Lettera aperta a Napolitano di una migrante. “La invito a chiedere ai suoi connazionali in Germania se avrebbero rinunciato al sogno di un futuro migliore”

10- No Tav: in 30mila a Torino ma il movimento grida senza che nessuno possa percepire la sua voce, annegata dentro i vari servizi pseudo giornalistici

10- Il terribile bilancio sulle vite umane sacrificate e sulle risorse finanziarie sperperate con le guerre USA del XXI secolo

10- Il carcere manicomio”, libro appena uscito, racconta il rapporto perverso tra malattia mentale e prigione

10- Rileggendo l’arringa di Tina Lagostena Bassi, difensore di parte civile per Fiorella, violentata nel 1979

9- Carlo Giuliani, per sempre un ragazzo. Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti. (Fabrizio De André, Canzone del maggio)

9- Radar antimmigrati in Sardegna, Puglia e Sicilia, rischi per la salute dei cittadini, oltre a creare delle servitù militari permanenti

9- Inceneritori e rifiuti a Napoli: intervista al vicesindaco e assessore all’Ambiente Sodano che risponde al presidente dell’Ecomafia

8- Maurijuana: se il federalismo in salsa leghista non fosse un tragico scherzo, ogni regione dovrebbe essere libera di “legalizzare”

8- Le testimonianze dei migranti raccolte da MSF in Italia e Tunisia. Più di 600.000 migranti hanno attraversato i confini libici

8- A proposito dell’apertura domenicale e festiva: la lettera di una lavoratrice del commercio di Firenze

8- Migranti discriminate; è quanto emerge da uno studio dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali sui lavoratori domestici.

7- Il grido di dolore del ministro Rotondi: “Guadagno troppo poco, fate una colletta per le mie tre figlie”. Senza ritegno!

7- Tagli spesa sociale: nemmeno un euro per fronteggiare una calamità collettiva che già colpisce le persone e le famiglie italiane!

7- In uno storico fumetto le manovre di chi ora si fa chiamare fan del libero mercato. Superciuk. una fiction su carta

7- I lavoratori dipendenti tra i 25 e 34 anni andranno in pensione intorno al 2050 con meno di mille euro al mese

6- Donne ridotte in schiavitù nel Tarantino, un gruppo di sfruttatori costringevano le lavoratrici ad accettare di tutto, anche richieste sessuali

6- Migranti, la storia di Winnie, cittadina olandese, e Nizar, operatore turistico, e la mancanza di diritti i Italia

6- Costituente dei beni comuni. Ttti i movimenti hanno gli stessi avversari e gli stessi obiettivi, la fuoriuscita dal liberismo

6- Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro. Una strage che l’Inail vede poco

5- Dal 2000 al 2007, otto morti e ventisei ammalati di tumore fra studenti e personale a Farmacia dell’Università di Catania

5- Processo Eternit: la tragedia si è consumata sotto un’unica regia senza che mai nessun tribunale abbia chiamato i veri responsabili a rispondere

5- Morti sul lavoro. Saras: tre condanne ma nessuna sanzione per l’azienda, non dovrà pagare la sanzione di 800 mila euro chiesta dai pm

5- Contro i No Tav il miserevole giornalismo di www.repubblica.it. Ovvero come t’invento i “black block”

4- Per la prima volta in Italia l’Istat ha pubblicato un’indagine sulle “famiglie con stranieri: indicatori di disagio economico”

4- Strategie di comunicazione per rendere accettabile la sofferenza animale. La violenza della pubblicità mediatica

4- L’analisi dei costi-benefici dimostra che il progetto non è strategico né competitivo. Ma il potere lo difende con la violenza

4- Amianto: a 25 anni dalla chiusura dell’Eternit esce il libro “la polvere che uccide”

3- NO TAV: mobilitazione popolare e pacifica. Appuntamento nazionale dopo il violento sgombero del presidio avvenuto il 27 giugno

3- A Taranto viene emessa il 92% della diossina italiana e il 9% di quella europea. Vogliono triplicare la produzione.

3- Badanti: con le regole attuali i truffatori sono risultati intoccabili. La denuncia del Naga di Milano.

3- Acqua pubblica: ciò che ha deliberato il popolo italiano, questo è ciò che tutti i livelli istituzionali devono eseguire

2- Senza Report la televisione pubblica smette di raccontare i problemi del Paese”. Sottoscrivi l’appello

2- Lotta di classe: il Corriere della Sera sbeffeggia la Cgil e una Camusso senza cognizione di causa

2- Lotta di classe: quando i padroni ridono, in genere per lavoratrici e lavoratori non sono buone notizie

2- Non si fanno attendere le prime risposte dei lavoratori contro la manovra del Governo e contro il “porcellum” sindacale

1- Mail dalla Val Susa: la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre

1- Manovra finanziaria: il balzello da 25 euro al pronto soccorso colpisce gli anziani soli

1- Vendola incassa i complimenti del Corriere della Sera che fa notare che l’acquedotto sia più affidabile della Fiat e di Wind

1- Alcune fra le nostre acque minerali più popolari, escono da questa indagine con più di un dubbio a loro carico

1- Perchè la Torino-Lione non ci serve. Inutile per uno sviluppo compatibile con l’ambiente, pericolosa per la salute

GENOVA 2001, LA VERA STORIA

In Senza categoria on luglio 11, 2011 at 8:35 pm

Sono passati  dieci anni. Non sono passati invano. Tuttavia troppe cose sono state dimenticate
ed altrettante distorte dal vizio provinciale di guardare al mondo attraverso il
buco della serratura della politica spettacolo italiana.

Dichiaro esplicitamente l’intenzione, in questo articolo, di far piazza pulita delle
semplificazioni, banalizzazioni, esagerazioni, mitizzazioni, che hanno
accompagnato il ricordo di Genova 2001. Non per tigna solamente, bensì per
riscoprire e riproporre l’anima rivoluzionaria di quelle giornate e soprattutto
del movimento mondiale che l’esprime tuttora.

PRODROMI E
NASCITA DEL MOVIMENTO NO GLOBAL

La fase del
capitalismo ispirato dall’ideologia neoliberista, e cioè la grande rivincita
contro il movimento operaio e tutte le sue conquiste, inizia già negli anni 70.
Ma è negli anni 90, dopo la caduta del muro di Berlino, che trionfa su scala
planetaria. Il mondo unificato dal mercato grazie agli accordi siglati in sede
GATT e poi WTO, la dimensione del capitale finanziario permessa dal superamento
di tutte le misure della fase precedente volte ad impedire il ripetersi della
crisi del 29, la concentrazione del capitale in enormi società multi e
transnazionali, la centralità di organismi tecnocratici e totalmente dominati
dagli interessi dei paesi ricchi come il FMI, la Banca Mondiale e l’OCSE,
sembrano promettere il sorgere di un’epoca di sviluppo e di progresso
illimitati. Dal punto di vista strettamente politico tutto cambia. Al fianco dei
teorici neoliberisti e della destra politica i partiti socialdemocratici e
socialisti sposano tutte le tesi neoliberiste. I governi si conquistano per
gestire l’esistente, senza mettere in discussione nulla degli interessi del
capitale e dei meccanismi di mercato, che invece vengono assunti come il centro
di tutto. Riservando eventuali correzioni delle storture sociali più evidenti ad
un secondo tempo sempre più inafferrabile e soprattutto subordinandole alle
compatibilità imposte da trattati assunti come indiscutibili (per esempio
Maastricht in Europa) e dai diktat del FMI e Banca Mondiale. Le forze che si
oppongono al capitale sono divise e soprattutto chiuse entro confini nazionali.
Dedite quasi esclusivamente a difendere le conquiste della fase precedente, che
vengono messe sotto attacco una dopo l’altra, inesorabilmente. E’ in questo
deserto, però, che si cominciano a vedere negli anni 90, qua e la, scintille,
controtendenze, annunci, domande. Come sempre, in modo confuso e a volte perfino
contraddittorio, emergono i problemi sociali e culturali prodotti dal capitale e
dal suo modello globale. Si comincia a scoprire nel mondo che le promesse di
pace e sviluppo sono false. Molte lotte si trovano di fronte un nemico ben più
potente e lontano degli apparati repressivi nazionali e dei governi nazionali.
Basta una decisione del FMI, a cui i governi dichiarano esplicitamente di non
potersi sottrarre pena la bancarotta, per fare carne di porco del welfare
duramente conquistato in decenni di lotta. Basta un trattato del WTO e un
accordo di cartello delle multinazionali agroalimentari per distruggere la
sovranità alimentare di interi paesi e mettere sul lastrico decine di milioni di
contadini. Bastano le mire speculative delle borse e del capitale finanziario
per mettere un paese in ginocchio. In particolare in America Latina, dove le
politiche neoliberiste sono state applicate intensivamente molto prima che
altrove, sorgono grandi movimenti di massa indigeni, contadini e operai, in
difesa dell’acqua e delle risorse naturali. Nel 94, lo stesso giorno di entrata
in vigore del trattato di libero commercio fra USA, Canada e Messico, compare un
movimento guerrigliero indigeno, l’EZLN, che si caratterizza subito per indicare
fuori dal proprio paese i veri artefici e responsabili del tentativo di
genocidio economico sociale dei popoli indigeni del sud est del Messico e che
propone esplicitamente il problema di una lotta globale contro il capitalismo
globalizzato. Verso la fine degli anni 90 l’esigenza, ancora intuitiva e
teorica, di produrre lotte e mobilitazioni internazionali comincia a
materializzarsi. Inizia la stagione delle manifestazioni internazionali di
protesta e di lotta. La più famosa e conosciuta è quella del 99 a Seattle contro
il WTO. Insieme ai sindacati portuali e metalmeccanici degli USA, che non
esitano a perseguire l’obiettivo di tentare di impedire fisicamente,
scontrandosi con la polizia, il vertice del WTO, ci sono centinaia di
associazioni e movimenti stranieri. Da quel momento nessun vertice del FMI, del
WTO, della Banca Mondiale, del G7, si è potuto svolgere senza dure contestazioni
di massa. Nel corso delle quali il crescente numero di movimenti globali e
locali iniziano a capire che bisogna assolutamente coordinarsi e soprattutto
trovare il modo di elaborare un programma di lotte ed un’alternativa. Nel vivo
della stagione delle manifestazioni di protesta internazionali nasce, in
Brasile, l’idea che si debba promuovere un incontro per discutere, elaborare
idee e proposte. L’incontro si fa a Porto Alegre a fine gennaio del 2001, in
concomitanza ed alternativa al Forum di Davos (incontro informale tra governanti
e manager delle imprese multinazionali), che è uno dei motori della
globalizzazione. Più di ventimila persone provenienti da più di 100 paesi
partecipano alle giornate nelle quali si discute di alternative e si incomincia
a progettare e programmare un lavoro ed azioni comuni. Fra le altre cose si
individua la scadenza del vertice del G7 a Genova come centrale per il
movimento. È arrivato il momento di mettere in discussione radicalmente il
tentativo in corso di trasformare un incontro informale dei 7 paesi più
industrializzati in un vero e proprio direttorio mondiale. Il G7 non è retto da
alcun trattato e non si prendono decisioni. Tuttavia le discussioni e gli
orientamenti che li si fanno e assumono, dato il peso dei paesi partecipanti,
assumono un valore politico ben più importante di qualsiasi decisione formale in
sede di Consiglio di Sicurezza dell’ONU. È molto recente il ruolo avuto del G7
allargato alla Russia nella conclusione della guerra contro la Yugoslavia.
Guerra nemmeno mai discussa in Consiglio di Sicurezza. Per chi ha occhi per
vedere è indubitabile che sia in corso il tentativo di uscire dall’ordine
bipolare della guerra fredda non già con una democratizzazione dell’ONU e con
una implementazione della pace nelle relazioni internazionali, bensì con una
dittatura dei paesi ricchi esercitata attraverso vie di fatto a scapito del
ruolo della stessa ONU. È su queste basi che il movimento sceglie di puntare su
una grande protesta internazionale a Genova.

LE GIORNATE DI
GENOVA

Nei mesi
precedenti la mobilitazione si era formato un comitato preparatore delle
mobilitazioni previste per il vertice del G7. Il Genoa Social Forum. Da comitato
locale si era trasformato rapidamente in comitato nazionale. Erano state battute
le posizioni isolazioniste e localiste che avrebbero voluto caratterizzare solo
localmente la mobilitazione e che pretendevano di escludere forze politiche
organizzate e presenti in parlamento (sostanzialmente il PRC). Le adesioni
piovono a centinaia e poi a migliaia dall’Italia e da tutto il mondo. Nel
frattempo il G7 si trasforma in G8, con l’inclusione permanente della Russia.
Non è un dettaglio, perché non è più il PIL ad essere il criterio con il quale
si partecipa al vertice, bensì la “importanza” dei paesi. È evidente che non si
tratta dell’importanza data dalle dimensioni demografiche o territoriali dei
paesi, ma dalla loro potenza economica e militare. Il G8 si prepara ad essere
veramente un direttorio del mondo. La consapevolezza di questa realtà è
cresciuta enormemente. Nella stessa opinione pubblica mondiale è forte la
convinzione che paesi ricchi e multinazionali governino il mondo nei loro
esclusivi interessi, che le promesse di sviluppo e redistribuzione del decennio
precedente erano un imbroglio, che le ingiustizie e le povertà sono aumentate ed
hanno dei responsabili precisi ed individuati. Nei mesi precedenti il vertice è
il governo di centrosinistra di Giuliano Amato a partecipare alla preparazione
del vertice come paese ospitante. Berlusconi vincerà le elezioni quando tutto
ormai sarà già deciso e preparato. Bisogna sapere che a presiedere alla
sicurezza del vertice lavora un coordinamento fra servizi e polizie dei paesi
partecipanti, ovviamente dominato dagli USA. Formalmente la sicurezza è
appannaggio del paese ospitante, ma il coordinamento è decisivo ed è quello che
prende le vere decisioni. In quel periodo succedono due precise cose, senza
conoscere le quali non si può poi capire cosa sia successo a Genova dal punto di
vista dell’ordine pubblico. La prima è che nel corso della preparazione si
afferma fra i paesi membri la consapevolezza del momento di grave impopolarità
del vertice. E quindi si stabilisce che il giorno precedente il vertice si
riceveranno diversi paesi poveri per ascoltare le loro richieste e che si darà
vita ad un fondo speciale per combattere l’AIDS in Africa (una delle più
popolari campagne del movimento è contro le multinazionali farmaceutiche e la
loro politica dei brevetti e dei prezzi). La seconda è che si decide che la
città di Genova sarà militarizzata. Una zona rossa presidiata militarmente dove
nemmeno i non residenti potranno entrare, una zona gialla (quasi tutta la città)
dove non si potrà manifestare e nemmeno distribuire volantini, una zona verde
(la periferia estrema) dove sarà relegata la manifestazione. Parte una campagna
di stampa ben orchestrata dai servizi e dall’esercito di pennivendoli sempre
disponibili a propalare il contenuto delle veline della CIA. La sostanza della
campagna si può riassumere così: riconosciamo che molte domande dei bravi
giovani che contestano hanno un fondamento, ed infatti noi parleremo coi paesi
poveri e li aiuteremo come mai abbiamo fatto prima, ma nelle manifestazioni si
annida il terrorismo e la violenza, e perciò bisogna prepararsi. E giù notizie
sui possibili missili, sullo spargimento di sangue infetto e così via. Nel Genoa
Social Forum nessuno, nemmeno le associazioni più moderate, accetta la logica
della zona rossa. Si rivendica il diritto a manifestare dovunque ed anche a
tentare di impedire pacificamente il vertice. Come del resto è stato fatto in
occasione di tutte le mobilitazioni dei due anni precedenti. Oltre a contestare
la legittimità stessa del G8, al quale per questo non si chiede nessuna
interlocuzione, si contesta la costituzionalità delle zone rosse e gialle. Nel
Genoa Social Forum si prepara un programma di iniziative e di manifestazioni.
Ovviamente non tutti vogliono fare le stesse cose e c’è il rischio che il
movimento si divida sulle pratiche. Saranno soprattutto i rappresentanti del PRC
e dei Giovani Comunisti/e a proporre un metodo, questo si veramente nuovo nelle
pratiche di movimento e di piazza, capace di tenere tutto insieme senza
costringere nessuno a rinunciare alla propria peculiarità. Ci saranno due
manifestazioni di tutti. Il giovedì una dedicata al tema delle migrazioni e una
sabato, conclusiva. Il venerdì ci saranno 5 diverse manifestazioni, costruite
per affinità politiche e di pratica di piazza, ma nella diversità ognuna
riconoscerà le altre come legittime e arricchenti il movimento nel suo insieme.
Nel frattempo Berlusconi ha vinto le elezioni e il nuovo governo accetta, al
contrario del precedente, di dialogare con i promotori delle manifestazioni.
Viene mantenuta la zona rossa ed eliminata la zona gialla. Si potrà manifestare
in tutta Genova tranne che nella zona rossa. Anche questo non è un dettaglio
giacché gli apparati di servizi e polizia italiani che con la CIA hanno
preparato i “piani” per la sicurezza del G8 sono gli stessi e non sono cambiati
con il nuovo governo. Sono loro ad aver dettato la linea al governo di
centrosinistra (forti dell’autorevolezza che emana dall’essere parte del
coordinamento internazionale) e sono loro adesso a dover gestire una situazione
nuova, mantenendo la linea decisa precedentemente.

LA
REPRESSIONE

I fatti sono
ormai molto conosciuti. Ma l’interpretazione degli stessi è stata purtroppo
fortemente deviata e distorta. Mi limiterò quindi a sostenere alcune tesi
precise e a confutare quelle che via via si sono affermate nel corso del
tempo.

La mobilitazione
di Genova 2001 era internazionale. Lo è stata più di tutte le altre, sia perché
era stata indicata dal Social Forum di Porto Alegre come scadenza centrale sia
perché in Italia si era costruito un fronte unitario amplissimo e coeso. Furono
decine di migliaia i partecipanti stranieri e tra questi migliaia e migliaia di
militanti di partiti presenti nei parlamenti nazionali. La decisione di
reprimere è stata presa molto prima dalle elezioni italiane e dell’avvento del
governo Berlusconi, in sede di coordinamento dei servizi e polizie dei paesi del
G8. Nella vulgata che si è affermata sembra ormai che Genova 2001 sia stato un
episodio di politica interna e che tutte le responsabilità siano da attribuire
al governo Berlusconi. Ovviamente il governo Berlusconi ha la grave
responsabilità di aver coperto ed anche rivendicato la repressione. Ma
dimenticare e sottovalutare le responsabilità internazionali e del governo
precedente è totalmente fuorviante. È, in qualche modo, una pesante
sottovalutazione della gravità di quanto avvenuto e una sua riduzione agli
eccessi di un governo di destra. Inoltre le tecniche repressive adottate erano
nuove e sconosciute in Italia. Tranne che in occasione, guarda caso, della
manifestazione no-global di Napoli dell’anno precedente, quando i manifestanti
vennero spinti in un vicolo cieco e duramente massacrati e quando nelle caserme
i fermati vennero torturati da agenti inneggianti al fascismo. Peccato che c’era
il centrosinistra e che il Ministro degli Interni Enzo Bianco coprì totalmente
l’operato delle forze dell’ordine. Mai, come invece è accaduto a Genova, una
manifestazione autorizzata ufficialmente era stata caricata per ore e con una
tecnica atta ad allargare gli scontri invece che a contenerli. Ed è l’estensione
degli scontri ad opera di reparti dei carabinieri a creare le condizioni
dell’uccisione di Carlo Giuliani. Mai gruppi violenti erano stati lasciati
liberi di fare qualsiasi cosa per più di 48 ore. Ridurre il fenomeno Black Bloc
alle infiltrazioni è un’altra stupidaggine tutta italiana. Chiunque abbia
partecipato alle manifestazioni di Seattle, Praga, Amsterdam, Nizza ecc sa bene
che è un fenomeno reale. Ma a Genova, al contrario che nelle altre città testé
citate, i black bloc sono stati volutamente ignorati al doppio scopo di
inquinare l’immagine del movimento e di reprimere, invece, immediatamente i
manifestanti pacifici. Mai in Italia una manifestazione pacifica di 300mila
persone era stata attaccata senza motivo e repressa per più di 3 ore con
centinaia di fermi ed arresti. Mai la polizia, con la presenza di funzionari di
altissimo livello, era entrata in una sede politica (il Genoa Social Forum
l’aveva ottenuta ufficialmente dal Comune) ed aveva operato un massacro. Solo
nella repressione delle rivolte carcerarie è possibile trovare un bilancio di
persone con fratture come alla Diaz. Più di 90 arresti dei quali più di 60
ospedalizzati. Tutte queste cose le hanno fatte Polizia, Carabinieri e Guardia
di Finanza con la regia degli apparati dell’ordine pubblico che avevano
partecipato al famoso coordinamento. Il governo le ha apprese sempre a cose
fatte. Le ha coperte e rivendicate ma non progettate e indicate. La vulgata,
fortemente voluta dai giornali e dai santoni televisivi del centrosinistra,
vuole invece che le sane forze dell’ordine con qualche mela marcia e qualche
reparto di irresponsabili siano state spinte alla repressione dal governo e
segnatamente dal vicepresidente del consiglio Fini. Perché presente per due ore
in una sala operativa dei carabinieri. Tesi suggestiva e molto buona per
dimenticare l’importanza internazionale della mobilitazione, le responsabilità
del governo precedente e soprattutto dei vertici dell’ordine pubblico, a
cominciare dal Capo della Polizia. Se ce ne fosse bisogno la riprova è che se le
cose fossero andate così la famosa commissione d’inchiesta prevista dal
programma del governo Prodi sarebbe stata istituita per inchiodare Fini e soci
alle loro responsabilità. Mentre invece IDV e soprattutto alcuni esponenti di
primo piano dei DS (a suo tempo responsabili della nomina di De Gennaro a Capo
della Polizia) l’hanno affossata. I processi hanno svelato molto più di quanto
fosse possibile sperare. Ma, essendo processi costruiti su reati commessi da
persone, non dovevano ne potevano indagare sulle responsabilità politiche. Solo
in una commissione d’inchiesta parlamentare si sarebbe potuto approfondire, con
precise domande alle quali nessuno avrebbe potuto sottrarsi, circa la
progettazione dell’ordine pubblico in sede di governo e soprattutto di
coordinamento dei servizi e polizie del G8.

IL MOVIMENTO
DOPO GENOVA

La repressione
non divide il movimento, per alcuni versi si rivela un boomerang, ma sarebbe
sbagliato dire che è stata inefficace. I contenuti della protesta, la radicale
contestazione del G8 e della sua legittimità, le proposte di alternativa sono
purtroppo messi in secondo piano. Grazie ad una manipolazione scientifica
dell’opinione pubblica sembra che una variopinta armata brancaleone, con buoni e
cattivi, abbia contestato i potenti e che le sia caduta addosso una repressione
eccessiva ad opera del governo Berlusconi. In particolare il circo massmediatico
del centrosinistra occulta volutamente i contenuti del movimento e riduce tutto
alla litania antiberlusconiana. Perfino dentro il movimento si affermano letture
di quanto avvenuto totalmente subalterne ad una visione ultraprovinciale tipica
della politica e dei mass media italiani. Come si sviluppano immediatamente i
soliti tentativi di egemonizzazione del movimento. Chi lo vuole trasformare in
partito, chi lo vuole dividere fra buoni e cattivi, chi lo vuole ridurre a massa
di manovra del centrosinistra, chi lo vuole radicalizzare sulle pratiche di

piazza. Che la manifestazione fosse internazionale e collegata al nascente
social forum mondiale viene rapidamente dimenticato. E i salotti televisivi
scelgono loro i “leader” del movimento più adatti, a seconda della bisogna, a
dimostrare l’una o l’altra tesi. Bisognerà attendere il Social Forum Europeo di
Firenze e soprattutto la mobilitazione mondiale contro la guerra in Iraq, per
intravvedere ancora la natura internazionale del movimento. Comunque il
coordinamento nazionale italiano si mantiene unito, sia nella promozione delle
manifestazioni italiane sia in occasione degli ormai annuali incontri mondiali e
continentali. Ma ormai ci sono tutti i sintomi di una divisione totalmente
ispirata dalla politica interna. Mentre nei social forum mondiali e continentali
crescono le posizioni più radicali, mentre in America Latina le alternative
elaborate dal movimento diventano programmi di governo in diversi paesi, in
Italia quello che fu un grande movimento si divide sulle pratiche di piazza e
soprattutto sulla prospettiva prima e sulla politica poi del governo Prodi.
Sarebbe troppo lungo elencare i tanti episodi e scadenze che dimostrano tutto
questo. Valga per tutti l’esempio più significativo. Una normale visita del
Presidente USA in Italia, invece che l’occasione per una manifestazione unitaria
contro la politica statunitense diventa l’occasione per una manifestazione
contro il governo italiano da una parte e per una pagliacciata moderata dei
partiti presenti nel governo, della Fiom e dell’Arci dall’altra. Da quel momento
quel che fu unito a Genova sarà sempre più diviso, irrimediabilmente. Fino al
paradosso del G8 dell’Aquila. Dove solo una parte di quelli che lo contestarono
a Genova manifesteranno in piazza nel più totale isolamento e boicottaggio
massmediatico. Mentre un’altra parte (CGIL in testa) parteciperà alla cosiddetta
“coalizione contro la povertà” il cui principale atto sarà la consegna di una
lettera al governo Berlusconi con la preghiera di trasmetterlo al G8 (sic). Per
fortuna in tutti questi anni, il movimento mondiale è cresciuto enormemente e i
suoi contenuti (come la lotta contro la privatizzazione e per la
ripubblicizzazione dei beni comuni) sono ben più popolari di dieci anni fa. Le
esperienze di governo dei paesi dell’ALBA e di diversi del MERCOSUR in America
Latina che si ispirano direttamente al movimento si sono rafforzate ed hanno
resistito alle aggressioni USA ed europee. A queste cosa bisognerebbe far
riferimento per celebrare il decennale di Genova in modo degno e serio. Ma in
Italia sembra un’impresa difficilissima.

ramon
mantovani

pubblicato sul
mensile di Rifondazione Comunista “SU LA TESTA”

luglio del
2011