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SOMMARIO BLOG lavoroesalute MARZO 2011

In Senza categoria on marzo 10, 2011 at 3:42 pm

31- Appello coordinamento 2 Aprile. Per la pace e contro ogni guerra, manifestazione nazionale Roma sabato 2 aprile

31- Intervista a Lucio Babolin (i diritti alzano la voce): Solo Rifondazione Comunista ci ha incontrato

31- Nella foto bambini vittime di bombe intelligenti made in USA. Forse la brava direttrice de L’unità dovrebbe riflettere

31- Lettera di due compagne sulla grande solidarietà attiva di tanti italiani verso i profughi. Oggi ne sono morti 11 in mare

30- Lo spazio dedicato a Rifondazione Comunista nei Tg della tv pubblica ed in quelli privati non raggiunge lo 0,5%

30- A Milano il PdL e la Lega contano molto sugli ambienti reazionari legati persino ai discendenti degli Asburgo o dei Borbone

30- La squallida messinscena di “Forum” e l’Aquila. Come cambiano le leggi dello spettacolo e rubare il consenso

29- Morti sul lavoro: diminuiscono i lavoratori deceduti, ma per il calo degli occupati. In realtà la percentuale è aumentata nel 2010

29- Italia senza diritti umani: lo confermano le 1.499 sentenze e relative condanne, tutt’altro che simboliche. Anche questa è l’Italia

29- Violenza alle donne: i luoghi in cui i carcerieri sono liberi di disporre dei corpi delle recluse, coperti dalla connivenza istituzionale

29- Stupri: un libro per capire il percorso per cui le donne arrivano e permangono in situazioni di violenza fisica e psicologica

28- A Torino il quindicesimo Congresso Nazionale dell’ANPI, Associazione ex partigiani

28- Censura anticomunista: ancora una volta, come tutti i giorni, la stampa “indipendente” dimostra il suo asservimento ai laidi poteri

28- Guerra e migranti: RAI razzista, tutto sotto la regia di un presuntuoso strapagato per fomentare gli istinti bestiali

28- L’Italia è uno straordinario paese di solidarietà dal basso, a Lampedusa non lasciamo soli i nuovi venuti alla retorica dei dominanti

28- Donne e guerra: c’è un altro modo di lottare senza armi per la libertà. Possiamo lottare con la mente; fabbricare delle idee…

27- Non affidiamoci solo all’emotività contro il nucleare, facciamo controinformazione sul merito dei referendum

27- Acqua pubblica: la manifestazione di oggi ci chiede radicalità, nelle scelte, nelle posizioni, nelle battaglie. Senza se e senza ma!

27- Guerra: con tutte queste bugie, si rischia di perdere il lume della ragione, di non vedere più le tragedie dalla parte delle vittime

26- Referendum acqua pubblica: saremo in tanti a manifestare oggi a Roma con allegria, entusiasmo e consapevolezza.

26- La preparazione delle guerre moderne ha bisogno di allarmismi mediaguidati. La guerra batteriologica e la politica della paura.

26- Un libro su stereotipi, enfasi allarmistica, bugie vere e proprie. Così si costruisce il consenso alla guerra

25- Chi meglio del centro sinistra allargato ai filo atlantici di ogni schieramento può gestire una guerra “umanitaria”?

25-  Il pretesto di Francia, Inghilterra, USA e Italia per fare carne di porco dei loro appetiti neocoloniali in Libia

25- L’incapacità di affrontare e superare i conflitti, il dominio dei pregiudizi volto ad attaccare ed allontanare “l’altro”

24- Per Maroni il terremoto sono le rivolte arabe, lo tsunami è rappresentato dall’orda di invasori in fuga dalla guerra

24- Era il timore di Primo Levi, “E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo”- Intervista ad Alberto Burgio

24- Come donne impegnate nella politica un parziale riconoscimento reciproco della nostra responsabilità in questa storia

23- L’OMS: la radioattività è peggio del previsto. In Italia arriverà “leggera” e i giornali fanno salotto di guerra…

23- In libreria “Svastica verde”, un lavoro di Walter Peruzzi e Gianluca Paciucci sul vocabolario leghista

23- Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ora tenta il colpo finale

22- VOGLIAMO L’ACQUA E IL SOLE, MICA LA LUNA Manifestazione nazionale 26 Marzo

22- In Italia, dove la gente è sempre più povera e i guadagni illeciti proliferano, molte più vetture di lusso di una volta

22- Obiettivo dell’Oev è di monitorare i commenti su internet per contrastare la proliferazione delle idee

21- Sospinta da sciagurato entusiasmo bipartisan, o da conclamato cinismo, l’Italia si accinge di nuovo ad una guerra

21- Gli italiani sono ancora alle prese con “l’eredità radioattiva del vecchio programma atomico, nonostante i miliardi spesi

21- le multinazionali dell’agroindustria e della farmaceutica oggi possono brevettare anche specie vegetali e farmaci essenziali

20- Aggressione alla Libia: come sempre, ciò che muove gli eserciti non sono le intenzioni umanitarie ma ben altre ragioni e motivazioni

20- Un libro di Francesco Sidoti. L’Aquila, ecco come è stato costruito il mainstream dell’informazione

20- John Pilger: Come i guardiani del libero pensiero mettono a tacere il messaggero Assange

19- La presenza di Emergency in Puglia. Il chirurgo-pensatore condanna qualsiasi «guerra umanitaria» e sulla Libia

19- “Giù le Mani dai Bambini” ha amplificato le proteste di una parte della comunità scientifica e della società civile

19- Ormai il giochetto è noto a chiunque: bambarda un tiranno, ex amico, ricco di petrolio e chiamala “democrazia”

18- Ospedali psichiatrci: larciume, urina, torture. Un orrore il dossier della Commissione Sanità: “questi lager vanno chiusi”

18- G8 Genova 2001: come ogni anno, ci saranno le due commemorazioni del 20 e 21 luglio a piazza Alimonda

18- Produzione di energia rinnovabile e risparmio energetico: un binomio possibile col trattamento meccanico-biologico

18- Preoccupanti emergono dalla Carta degli eventi sismici in Slovenia negli ultimi 500 anni. Si parla di ottavo grado

17- L’Italia come l’Europa e l’Europa come l’Italia non sanno quale storia vogliono raccontar2. Un ritratto straniero” dell’Italia

17- Nucleare: si campa di imbroglio e nascondono, ad esempio, che intorno agli impianti nucleari c’è più del doppio di leucemie infantili

16- Chi farà una causa civile non potrà più rivolgersi direttamente al Giudice, E’ la privatizzazione della giustizia

16- Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo. Due riflessioni sul 17 Marzo.

16- Esperto dice che l’Italia non è in grado di fare il nucleare, forse non conosce la follia del governo e degli altri nuclearisti

16- Apprezzabile presa di posizione ma i buoi sono scappati e l’Europa delle banche ha il potere….anche a casua del PD

15- Ritorniamo sulle gravi minacce di querela, del leghista Cota, contro chi denuncia lo sfascio della sanità in Piemonte

15- Appello per la manifestazione a Roma: «Accorpare il referendum alle amministrative» il 12 e 13 giugno

15- Il 12 e 13 giugno sarà indispensabile andare in 25 milioni a votare per dire Sì all’energia pulita e no al nucleare

15- A Taranto uno scenario apocalittico, il far west della precarietà che si manifesta in una guerra tra poveri

14- Nonostante il dramma del Giappone, nell’opposizione parlamentare c’è chi continua a tifare per il nucleare

14- Attenti alla Lega: l’intervista del segretario del Pd “la lega non è razzista” è un esempio di quale patologia soffrono PD e soci

14- Protesta degli studenti: una manifestazione nella manifestazione. Contro l’ipocrisia di chi si ricicla dietro il tricolore

14- Il maggioritario: un golpe che ha trovato la complicità di gran parte del popolo democratico e di sinistra, preso in giro dal PD e soci

13- Minacce del Presidente leghista del Piemonte contro la libertà di parola e di stampa. Come nel fascismo?

13- In Italia accanto all’aumento degli infortuni mortali, si assiste anche alla crescita record delle malattie professionali

13- Siamo certi che l’immane disastro nel Giappone non farà riflettere gli affaristi nuclearisti dell’Italia sismica

13- 150 anni: non solo l’Italia degli eroi, ma l’Italia degli intrighi, dei ladri, dei corruttori. Senza memoria non c’è futuro!

12- Più di un milione in sciopero: lavoratori dei trasporti, le maestre dei nidi, gli operai della Fiat, i precari, i disoccupati..

12- Il 6 maggio è una data insufficiente, la Cgil dimostra di avere una direzione debole e incerta

12- Non solo la lotta politica della sinistra coerente ma anche il messaggio del cardinale Martini nella Milano del 1999

11- A difesa della Costituzione. Se non ora, quando? Domani scende in piazza l’Italia della civiltà

11- Le pratiche assassine della scienza affarista. Verso un nuovo rinvio del bando dei test sugli animali previsto per il 2013

11- Umberto Veronesi («il nucleare è l’energia del futuro»), il comitato scientifico dell’Isde contestano le tesi dell’oncologo

11- Analisi articolata e particolareggiata dello spazio vissuto nella rete, uno spazio quasi irreale, intimo, di soggettività

10- Venerdì 11 marzo sciopero generale di 24 ore proclamato da USB, Slai Cobas, Unicobas e Snater. Manifestazione nazionale a Roma

10- Siamo sicuri che in questo paese è solo Berlusconi che imbavaglia l’informazione?

10- Fine vita: non si può ragionevolmente sostenere che idratazione ed alimentazione non siano trattamenti sanitari

10- Pessima preintesa lunedì sulla «conciliazione», sovrapposizioni dell’impresa al welfare e licenziamenti “in bianco”

10- Bologna. Il CIE è un girone infernale, le migranti ed i migranti che ho incontrato oggi sono condannati eternamente

9- Rivelazione del quotidiano Liberazione sul comportamento della polizia nella manifestazione di lavoratori e studenti del 14 dicembre

9- Io non costringo, curo. La campagna è partita dal personale sanitario per parlare

9- Donne disabili: “non mi piace festeggiare “l’essere donna” per una ricorrenza che trovo puramente commerciale”

9- Sia chiaro a tutti che la diminuzione degli incidenti sul lavoro è douta solamente al drammatico calo degli occupati

9- Tragedia dei Viareggio: prima udienza, assenti gli indagati, La giustizia per 32 morti appesa a un picchetto.

8- Referendum acqua pubblica. Grande è il disordine sotto il cielo, si diceva una volta. Il 26 marzo in piazza a Roma anche per sapere chi rema contro

8- Il protagonismo di questi mesi, di giovani, donne, precari, migranti non può attendere il lontanissimo 6 maggio della Cgil

8- Osservatorio sull’ideologia contemporanea, fatti oggettivi per osservare da dentro l’ideologia del capitale sui media

8- Religione nelle scuole: assomiglia un po’ al conflitto di interessi che non dovrebbe riguardare solo le forze di sinistra e i laici

7- A Milano proteste di operai e giovani dei centri sociali contro i parassiti: non per invidia ma per lo schifo che fate

7- Quello che sta avvenendo negli USA può insegnare tanto a chi in Italia si è invaghito del sistema politico bipolare

7- In calo di consensi il Governo approva la norma a protezione del lavoro usurante ma dall’opposizione la bloccò

7- Quella che affolla le piazze del mondo arabo è una nuova soggettività sociale, frutto dei mutamenti del capitalismo

7- Una riflessione sulle comunità partecipative messe ai margini dall’avanzare delle forme individualiste della politica

6- Morto un grande comunista, Alberto Granado, l’alter ego del “che”

6- Il popolo africano ha mortificato l’occidente dandoci una lezione di democrazia. Articolo di un anomalo dipietrista

6- Le motivazioni della sentenza di assoluzione per l’aggressione a Joy a via Corelli “processano” la parte lesa

6- Stupro in divisa, come da copione, si scruta moralisticamente la vittima, «ragazza madre», chi addirittura la definisce «prostituta».

6- Un esauriente saggio di Omar calabrese per capire e capirci. Nuove tecnologie e nuove forme di comunicazione

5- Sciopero in ritardo: ll gruppo dirigente della Cgil continua a illudersi che prima o poi Marcegaglia, Cisl, Uil, facciano un’altra politica

5- Donne migranti: un libro che racconta in viva voce di fughe dalle guerre, e dalla miseria, di sacrifici e stenti, di lotte per i diritti

5- Quando parliamo di Europa liberista intendiamo chiamare per nome una politica di guerra dei ricchi contro i poveri

5- Referendum acqua pubblica: dobbiamo impegnarci per battere la strategia del governo di disincentivo alla partecipazione

4- Oggi più che mai l’otto marzo non può essere un rito, una festa. Il parere dell’Ordine degli psicologi della Campania

Per l’acqua bene comune, per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia

4- Decisione fuori dal drammatico contesto sociale. La Fiom e la Funzione Pubblica si ribellano a uno sciopero inutile

3- Il 5 marzo a Torino, Bologna, Ferrara, Firenze e Genova iniziativa per sensibilizzare contro il femminicidio

3- In Italia le donne sono mercificate e intanto, sull’altra sponda del Mediterraneo, popolazioni oppresse stanno alzando la testa

3- L’indagine Istat dimostra che in Italia le famiglie miste sono il 22% sul totale di quelle straniere

3- Inesistente “stato di emergenza” solo per evitare accogliere le persone che stanno arrivando sulle nostre coste

2- Nel mese di marzo si chiuderà definitivamente il processo di revisione del crimonoso patto di stabilità in Europa

2- Il rogo di tre anni fa alla Thyssen Krupp di Torino è uno dei nodi per i quali passa la nostra storia recente

2- La Bossi Fini sull’espulsione degli immigrati “clandestini” è ormai carta straccia, solo un governo violento la applica

2- Come l’anno scorso, manifestazioni in tutta Italia di migranti e antirazzisti. Per i diritti di tutti e tutte

2- Le persone con disabilità e le loro famiglie non sono destinatarie di favori che gravano sulle spalle dei Cittadini

1- Un libro. Contro ogni programma di guerra degli USA, e de i governi europei sudditi, prendiamo la parola e le piazze!

1- Cosa sarebbe avvenuto se le donne in piazza il 13 febbraio fossero state unite agli operai, ai giovani del 14 dicembre?

1-  Noi che cosa stiamo pensando di fare? Che cosa prevediamo? E che cosa stanno decidendo i governi dell’Occidente?

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I tre movimenti di facebook

In Senza categoria on marzo 10, 2011 at 3:39 pm

Dalla realtà a facebook

Guardando The social network, il film di David Fincher, si ha la strana sensazione che potrebbe durare un tempo imprecisato; e quando poi finisce sembra che accada solo per convenzione e comodità. La sua è una fine di fortuna, casuale: un punto a un certo punto. Pur essendo strutturato come un film di finzione, pare avere la consistenza di qualcosa di reale. Ciò accade perché facebook è presente e attuale come un’ombra umana. Prende i desideri (in potenza) dall’attuale vita off-facebook (che non hanno fine mai) e li rende possibili nella vita on-facebook. Nell’off-facebook non puoi andare in giro con un cartello che dica «single» o «fidanzato», anche se desidereresti farlo (o vederlo fare). L’off-facebook è un costante catalizzatore di iniziative per l’on-facebook, le sue basi poggiano su un’attenta riflessione dell’off-facebook che vada a intercettare, soprattutto, le insoddisfazioni più insopportabili che lo ossessionano. Del resto uno degli elementi più affascinanti è la sua ininterrotta modificabilità: ti dice fin dove riescono a spingersi le sue vive anime creatrici nell’anticipare i nostri desideri in potenza. Per questo motivo facebook riguarda tutti, prima di tutto in quanto esseri desideranti. Perché non si tratta d’altro che dell’intimità dell’animo umano che si traduce in una nuova applicazione. L’esaudimento di desideri che è in gioco comporta, allo stesso tempo, un’edulcorazione. La domanda, qui e là, on e off, è una sola: «Vuoi fare sesso, o non vuoi?». Solo che via via si perfeziona la sua messa in scena. Nella rappresentazione delle relazioni sociali migliorano persino le dinamiche di quella dimensione teatrale che pure rappresenta buona parte della vita off-facebook. A parità d’intenti offre argute strategie, tra le più perverse e trasversali che una mente umana possa desiderare (o prevedere di desiderare). Non esiste rappresentazione (messa in scena) più raffinata della strumentalizzazione del terzo a scopi personali di quella che facebook quotidianamente allestisce. Scrivo sul tuo wall perché voglio che il mio amico veda che ho scritto sul tuo wall, ma io posso legittimamente dichiarare che l’ho fatto senza nessuno scopo altro. Se consideriamo la sua missione più intima, ci accorgiamo che anche qui vige il criterio dell’edulcorazione. Cosa può esserci di meglio, di più eccitante, del farsi gli affari di persone che non conosci? Zuckerberg si ispira alla realtà per una seconda grande intuizione, perché la risposta che si dà è: approfondire la conoscenza di persone che conosci (o che conosci un po’); entrare nello scarto tra ciò che sai e ciò che non sai; mettere insieme gli indizi per capire quanto è stato omesso. A differenza di MySpace che si basa sull’uso del nickname e delle relazioni tra sconosciuti, la rivoluzione di facebook è stata dire al mondo quello che (in potenza) il mondo sapeva già e cioè che ciò che più affascina è il noto, l’intimo quotidiano, il simile, con tutte le sue sbavature nascoste. E in fondo che cosa c’è di più ordinario del cognome, la cui rivincita si fa bandiera di questa rivoluzione? Facebook non vuole essere un’evasione dalla vita «reale», ne vuole essere un approfondimento (edulcorazione). E, ancora di più, ciò che si desiderava era approfondire il noto in maniera ininterrotta: ecco dunque che la Home Page, in quanto continuum magmatico, in quanto scenario senza soluzione di continuità di «persone che fanno cose», diventa la concretizzazione più esplicita di questa sogno. Infine, la sua stessa struttura poggia su un’edulcorazione: la costruzione del punto di vista a partire dal nostro profilo, caratteristica che genera uno sguardo ego-centrato che dà l’illusione del soggetto come perno della rete (di amicizie). Come conseguenza (e contraltare): la confusione di destinatari e d’intenti comunicativi. A dispetto di una comunicazione tendenzialmente mirata, ci troviamo di fronte a una comunicazione onnicomprensiva (che comprende tutti i destinatari) e onnicompresa, perché presa nel flusso omologante della Home Page. A conferma di ciò, la somiglianza estetico-formale tra i profili (a differenza della personalizzazione che offre MySpace) e la scarsa differenza grafica tra profilo privato e pubblico (anche qui, a differenza di MySpace), giocano a favore della confusione (e della con-fusione). Dove finisce il tuo? Il privato del tuo? Dove inizia l’Altro? Il privato dell’Altro? L’indice di fraintendimento gioca le sue carte (o si mette a tacere) nel rimescolamento centripeto della Home Page, nella sua condivisione indistinta dei tuoi pensieri e della tua musica, delle tue parole e delle tue immagini. Ma facebook non si limita a questa operazione d’ispirazione alla realtà con aggiunta di edulcorante perché, contestualmente, trasforma radicalmente la materia dell’esperienza, e la sua natura.

Dentro Facebook (o del falso movimento)

Adeguandosi alla logica della Pigrizia (regina incontrastata nel connubio tra computer e internet) facebook, regno della frase perfetta, garantisce trasferibilità, velocità, e reperibilità alla sfera sociale. Ciò consente l’apoteosi dell’eccitamento voyeurista, un godimento impeccabile ma privo di spessore, perché l’esperienza stessa che ha come oggetto subisce una trasformazione: l’esperienza diretta lascia il posto alla sua traduzione e al riciclo di esperienza mediatizzata. Su facebook, impero del dicibile, stai come dici di stare, fai quello che dici di fare, sei come dici di essere, pensi quello che dici di pensare, ascolti la musica che dici di ascoltare, vedi il film che dici di vedere, sei fan di quella cosa di cui dici di essere fan, sei fidanzato con quella persona con cui dici di essere fidanzato, sei amico di chi dici di essere amico, vai a quell’evento dove dici di andare (del quale, a volte, hai le foto che dicono di testimoniare). In questo mare magnum di «detto senza audio», ciò di cui più si sente il vuoto è la voce. Perché la voce, la grande assente, sarebbe il primo indizio della presenza vera, materia della carne, non traducibile in niente, lasciata intradotta finanche da milioni di parole. Tramite il meccanismo del linkaggio comprendi su facebook quello che c’è di esterno: claustrofobicamente rimastichi dentro i link ai quotidiani, o qualsiasi altro materiale linkabile (quindi già mediatizzato). Ma si tratta solo di un passaggio di condivisione, una questione di share, un «ok all’invio». Veloce. Proseguendo la sua opera edulcorante, facebook offre la possibilità di sostituire lo sforzo dell’azione con la sua traduzione a parole e, quando non si sa neanche più cosa tradurre (perché non si agisce), si può riciclare l’esperienza di esperienze già rimasticate altrove (i link), l’esperienza di esperienze sedentarie, mediatizzate. Perché – distorcendo lievemente Coupland – puoi dare informazioni su di te o puoi avere una vita, ma non tutte e due le cose insieme. Di più, fare un’esperienza con l’unico obiettivo di tradurla su facebook equivarrebbe a dichiarare che la nostra presenza nel mondo è solo apparente: il momento dell’esperienza e il suo tempo lento soccombono di fronte all’urgenza della sua comunicazione.

Da facebook alla realtà

I riverberi dell’edulcorazione operata nell’on-facebook raggiungono l’off-facebook. A differenza dei programmi di instant messaging (Msn, Skype) che occupano una piccola porzione dello schermo, la modalità full screen di facebook permette un’omologazione degli scenari: io e il mio amico siamo nella stessa posizione (verso il computer), con uno schermo che ha gli stessi colori, la stessa suddivisione in layer, lo stesso formato, la stessa grafica. La conseguenza è che sembriamo tutti inquilini di una stessa casa, cioè siamo tutti più vicini, reciprocamente presenti. Quantomeno nei nostri pensieri, che risultano occupati dal pensiero degli altri. Questo riflesso indiretto dell’on-facebook sull’off-facebook sembra farsi responsabile della trasformazione dell’essere-in-relazione-sociale. In maniera non spontanea, ma indotta dal ritmo propulsore della Home Page, ti ritrovi a pensare a persone cui prima non pensavi mai perché, prive di una visualizzazione, risiedevano in quegli angoli della memoria che visiti raramente. Pare dunque che facebook sia andato a toccare (e a modificare) i concetti di memoria e fantasia, assenza ed emozione (stupore). Ora, su facebook ci sono (grosso modo) tre tipi di amicizie, che corrispondono a tre operazioni possibili: Interagire con gli amici di sempre che frequenti regolarmente anche nella vita off-facebook. Aggiungere persone del tuo presente, che conosci da poco, e con le quali c’è la possibilità di vedersi nella vita off-facebook. Recuperare persone del tuo passato perse di vista da tempo o, più in generale, persone con cui non condividi la possibilità di un rapporto nel presente. Per quanto riguarda il primo caso facebook riesce a esplicare tutta il suo potere di «strumento di contatto». Il secondo caso presenta una situazione verosimile di questo tipo. Una sera esci, conosci una persona nuova, vi scambiate il contatto facebook, l’indomani siete amici su facebook. Scopri che è stata in Thailandia e in Palestina, perché c’è scritto nelle informazioni del suo profilo; guardando le foto puoi sapere qual è il suo stile in generale. Presumibilmente la persona avrà fatto la stessa ispezione del tuo profilo. Quando vi rincontrerete saprete già una marea di cose di voi. E che vi dite? Di cosa vi stupite? Se neanche il vedervi arrivare vestiti in un modo diverso rispetto alla volta precedente può meravigliarvi? Due le conseguenze: oltre al modo di intendere la nostra esperienza, cambia – simmetricamente – anche il modo in cui fruiamo dell’esperienza altrui; c’è bisogno di inventarsi nuove cose da scoprire, nuovi elementi per cui stupirsi. Per quanto riguarda il terzo caso, viene meno il ricordo e sopraggiunge la quotidianità. Ma non era forse sano che il ricordo rimanesse tale? Non è forse contro natura portarsi dietro persone che appartengono, per forza di cose, a epoche e situazioni diverse da quelle attuali? Non suona forse strano crescere e trasformarsi quotidianamente sotto gli occhi di tutti (anche di gente che non vedi da vent’anni) in quell’immenso calderone che è la Home Page, decidere di rivedersi dopo tre anni e avere l’impressione di essersi visti il giorno prima? Che fine fa il potere immaginativo della memoria? Dove finisce quell’assenza grazie alla quale il mio pensiero si spinge oltre e comincia a fantasticare? Che fine fa il concetto tradizionale di ricordo? Nello stesso momento in cui abbiamo deciso di cedere alla fame di vicinanza impiegando un’applicazione in grado di mettere ai nostri problemi di solitudine e di lontananza, abbiamo perso qualcos’altro.

Martina Federico

10/03/2011 1 da alfabeta2.it